la Giconda di Leonardo è il ritratto di Isabella D'Aragona Sforza...figlia del sole
Isabella D'Aragona Sforza  e Leonardo da Vinci sono vissuti nello stesso periodo, per quasi17 anni, alla corte di Milano, di Pavia  e di Vigevano condividendo tutte le ansie del Rinascimento, uniti dall'heros della conoscenza e separati dalla onnipotenza  di ambizioni  che portavano Isabella verso la Politica e Leonardo verso la scienza.




Come cerimoniere di corte Leonardo aveva avuto l'incarico  da Ludovico il Moro, di curare gli apparati scenici della FESTA DEL PARADISO per le nozze di Isabella D'Aragona e Giangaleazzo Sforza...un'occasione unica per dimostrare scenograficamente tutte le sue teorie sull'Universo.
Decise che nessun progetto poteva essere iniziato senza conoscere direttamente i protagonisti di quello che doveva diventare l'evento degli eventi...aveva  visto e rivisto Isabella tantissime volte...ma solo in quell'occasione si rese conto che era altera, bella a lo punto  che ... Pareva un sole...

Decise di cominciare la sua rivoluzione leonardiana per annunciare prima di Copernico e Galileo
che...el sol no  si move...ma la terra. Nel manoscritto W.L. (foglio 132r) si legge la famosa frase, che dimostra il rigetto drastico della tradizione tolemaica: “El sol no si move” annunciando al Mondo, alcuni decenni prima del De Revolutionibus di Copernico,la necessità di rivedere la consolidata idea eliocentrica...
Le sue prime riflessioni, risalenti al periodo 1482-1500, contenute nei Codici Atlantico, Arundel, Leicester ed F, apparivano ancora di chiarissima matrice aristotelico-tolemaica .Il Sole della Festa del Paradiso è ancora ...“...il Sole che scalda tanto mondo quant’è vede, e che in 24 ore fa si gran corso...”...Codice Atlantico, f. 30v.
La sua felice intuizione, che rinnega la centralità della Terra, è postuma alla Festa del Paradiso, è rafforzata dal seguente brano: “Come la Terra non è nel mezzo del cerchio del Sole, né nel mezzo del mondo, ma è ben nel mezzo de’ suoi elementi, compagni e uniti con lei, e chi stesse nella Luna, quand’ella insieme col Sole è sotto a noi, questa nostra Terra coll’elemento dell’acqua parrebbe e farebbe ofizio tal qual fa la Luna a noi” (Codice F, foglio 41v).

lauda al Sole”
Nel Libro di pittura (ca. 1500-1505), Leonardo offre la più suggestiva definizione del Sole... “...luce di tutto il mondo...à corpo, figura, moto splendore, calore e virtù generativa, le quali cose parte tutte da se, sanza sua diminuzione” (Codice Atlantico, foglio 270v b).
ed ancora...“...il moto delli elementi nasce dal Sole; il lume e il caldo dell’universo è generato dal Sole; […] i pianeti pure hanno lume dal Sole”...

L'intuizione della centralità cosmologica nasce dalla lettura delle concezioni neoplatoniche propugnate dalla filosofia neo-pagana del suo contemporaneo Marsilio Ficino (1433-1499), autore del fondamentale trattato De Sole.



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