| La Gioconda è accessibile? Gentile Claudio Levantini, sono una studiosa di Leonardo e tento di rispondere ai quesiti sollevati dal suo interessante articolo dal titolo intrigante "La Gioconda é accessibile?"... Sto scrivendo un Saggio dal titolo "MONNA ISA: Isabella D'Aragona Sforcia Ducissa di Milano et Bari" per dimostrare che nella Mente di Leonardo c'era già l'idea di rendere accessibile a tutti il volto di colei che , unica tra le tante da lui conosciute , possedeva già nell'ovale il disegno archetipico della Divina Proporzione con tutte le variabili sottese..dal numero aureo ai modelli Matematici che domineranno , nelle ere successive, gli schemi del world wide web. Sotto l'ovale del volto di Isabella D'Aragona Sforza, Leonardo, incideva la "vesica piscis"... un simbolo stupedamente semplice e complesso al tempo stesso. Si tratta nella sua forma base di due archi uniti ai due estremi della parte concava, a formare la classica foggia della mandorla come metafora della vulva della Madre Terra.www.puntoinformatico.itLa invito a consultare il sito www.leonardoproject.com . Tra le tante fantasie iconografiche, legate ai siti web, le propongo l'immagine della Gioconda...anzi della modella tanto discussa che ha fatto scrivere fiumi di parole, inutili, su Lisa Gherardini. L'immagine scoperta da me è un Stampa scovata diligentemente dopo anni di ricerche e di studi...appartiene a "Isabella D' Aragona Sforza Ducissa di Milano et Bari". Prima di raccontarle il resto e la fonte che rimarrà sconosciuta... nell'attesa della pubblicazione di un mio saggio, mi piacerebbe conoscere la sua opinione. Sto scrivendo un libro "Gioconda's Bridge" per svelare che nella Mente di Leonardo c'era già l'idea di rendere accessibile a tutti il volto di colei che , unica tra le tante da lui conosciute , possedeva già nell'ovale il disegno archetipico della Divina Proporzione con tutte le variabili sottese..dal numero aureo alla vesica piscis... un simbolo stupedamente semplice e complesso al tempo stesso. Si tratta nella sua forma base di due archi uniti ai due estremi della parte concava, a formare la classica foggia della mandorla come metafora della vulva della Madre Terra : la mandorla infatti è un chiarissimo richiamo alle proporzioni della Geometria Sacra di unione degli opposti, similarmente al concetto di Yin e Yang, luce ombra,guerra e pace,giorno e notte, richhezza povertà.... Le polarità intersecantisi generano il Dio, il divino figlio della Madre Terra, ossia l'Uomo, visto nel passato più remoto come un Essere Superiore in grado di sviluppare dentro di sé la creazione primordiale. Questo simbolo si rinviene in moltissimi contesti: su megaliti e grotte preistoriche, in Egitto, in Cina, in India; per gli Ebrei era il simbolo della Creazione da parte di Yahwè dell'Universo, per i Cristiani era il simbolo del pesce, l'Ichthys, acronimo di Iesus Christos Theus Soter, cioè Gesù Cristo figlio di Dio. In Cornovaglia, a Glastonbury, santuario sacro ai Celti e legato ai miti di re Artù, ancor oggi si venera questa Vesica Piscis, simbolo della Dea Madre ed è presente in Italia nei pressi dell'Antro della Sibilla di Cuma : in entrambi i casi è palese il collegamento con la Luna e la fertilità. Ventotto tacche nelle pareti tufacee ricordano il calendario mensile lunare, associato al ciclo femminile e alle mestruazioni, emblema a loro volta della fertilità. La Gioconda nella mente di Leonardo è stata partorita come DEA MATER, la Dea Lunare che genera la vita sulla Terra e con questa MISSION sarebbe stata immortalata in un ritratto che doveva essere così perfetto da resistere agli assalti del tempo e dello spazio...il ritratto della Gioconda sarebbe stato gustato da molti per poi raggiungere l'apoteosi telematica della connettività per diventare Patrimonio Mondiale dell'Umanità. il ritratto della Gioconda doveva diventare il riscatto di una Madonna rinascimentale offesa dai soprusi egemonici della politica di Milano e ritornare alla ribalta della storia non solo come la Donna più impotante dell' antico ducato di Milano ed andare oltre la geografia dello spazio e del tempo. Il Genio di Vinci intuiva le regole della comunicazione del futuro attraverso le leggi fisiche della Natura e sapeva che la sua Monna Isa sarebbe stata la più cliccata al mondo la più accessibile...sapeva che prima o poi qualcuno avrebbe scoperto la vera identità del volto e avrebbe scritto fiumi di parole per riscattarla e renderla mediatrice della Conoscenza. L'esoterista indiano Drunvalo Melkisedek scrive nel suo libro "The Ancient Secret of The Flower of Life"..."...nella proporzione della Vesica Piscis sarebbe nascosta la frequenza dello spettro elettromagnetico della luce...."... Sarebbe questa la stessa Luce della Bibbia, la stessa luce di cui la Dea Madre , Iside, si fa portatrice nelle raffigurazioni del tardo Egitto come luce della conoscenza : anche Iside come la Vergine Maria madre di Dio , rappresentava la luce della conoscenza.Anche nelle raffigurazioni successive, come la statua della Legge Nuova sul Duomo di Milano o le varie Statue della Libertà di Parigi e New York, la Dea porta luce e conoscenza, intesa come consapevolezza del potere della vita, chiaramente opposta al Male e alla sterilità. Un concetto questo condiviso da Leonardo ma che appartiene alle più antiche civiltà...perchè il messaggio della Gioconda, icona della comunicazone, è che ...la verità è una eterna e immutabile e una volta conosciuta ogni dilemma è sciolto e risolto per sempre...
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Ospiti: 3, Utenti: 0 ... Massimo n. utenti in linea 16 (Utenti: 0, Ospiti: 16) il 24 May : 05:08 Utenti: 3 Ultimo iscritto: tenan
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